Storia

Nuovi muri per una vecchia scuola

Questa scuola nasce da una intuizione, nel lontano 1905, del Cav. Angelo Passerini, e che in questi anni ha dato un forte contributo alla scolarizzazione di tutta la comunità di Bovezzo e dei paesi limitrofi, non solo nella qualità dell’intervento pedagogico ma anche e soprattutto nel segno di un intervento educativo cristiano.

Il progetto architettonico è partito dalla  planimetria che ha un fondamento nella  storiografia  cristiana; la forma  prende spunto dalla pianta delle chiese a croce romana, dove alla fine della navata maggiore vi era  una  arcata, detta arco maggiore, quella che precedeva il coro e l’altare maggiore, che viene estrapolata e portata all’esterno della costruzione  della scuola, caricato dei simboli cristiani.

Mentre il progetto planimetrico si basa sull’ottimizzazione dell’orientamento, sulla corrispondenza tra impianto tipologico e modello pedagogico (ampiamente discusso con il corpo insegnante e la figura carismatica di Suor Franca) e sull’applicazione dei principi bioclimatici, studiando il percorso del sole per definire gli spazi, che risultano tutti allo stesso piano.

Il fabbricato segue la normativa  tecnica antisismica ed è il primo edificio pubblico risultante sul comune di Bovezzo.

Contemporaneamente si sono ridotti i percorsi del personale didattico, garantendo anche il maggior controllo dei bambini, così come per il personale ausiliario  impiegato.

Per il confort ambientale si è ricavato un sistema di aperture nella parte alta delle blocco  aule, questo genera l’effetto camino e la ventilazione degli ambienti, cosi che le soluzioni di sostenibilità sono parte integrante del progetto architettonico, cosi come davanti alle aule è prevista una “loggia termica” per l’ottimizzazione l’apporto solare nelle diverse stagioni.

La doppia aerazione nord-sud consente il completo ricambio d’aria e garantisce un adeguato rinfrescamento nelle stagioni estive, ottimizzando  al contempo l’illuminazione naturale.

La progettazione, oltre a soddisfare un preciso intento pedagogico, ha mirato a realizzare un involucro ad alte prestazioni e a soddisfare il fabbisogno energetico tramite soluzioni impiantistiche sostenibili.,come ad esempio il riscaldamento a pavimento e l’impianto della distribuzione dell’acqua che attraverso i flussometri  regola una giusta erogazione della stessa.

Grazie all’adozione di sistemi a condensazione e all’utilizzo per il riscaldamento di pannelli radianti  a pavimento a bassa temperatura siamo riusciti ad ottenere un risparmio di energia e di emissione di CO2 in atmosfera.

Il rapporto qualità prezzo è stata la scelta dominante. A fronte del limitato budget disponibile abbiamo sempre cercato la migliore qualità al prezzo minore, oltre che l’impiego di prodotti naturali. È stato necessario sempre considerare anche la durabilità: la garanzia che nel tempo la qualità dei materiali scelti, non cambi. Pertanto materiali morbidi nella pavimentazione dove vi sono i luoghi usati dai bimbi, materiali durevoli negli altri spazi.

Infine la scelta dei colori, non è stata casuale, è stata portata alla definizione degli spazi usufruibili dai bambini e per una scelta di percezione sono stati preferenziati quelli direttamente a contatto con loro.

Per la loro altezza fisiologica, i bambini percepiscono direttamente colori e forme a loro vicini e per le attività svolte, la pavimentazione è quella che è stata maggiormente interessata a definire gli ambienti.

Si sono create relazioni tra gli spazi comuni, creando percorsi differenziati nelle forme e nei colori, con le aule delle sezioni, aiutando nella comprensione dello spazio.

Particolare  attenzione  è stata messa alla costruzione della nuova cucina, dotandola di tutte le normative, ma soprattutto dotandola degli spazi atti a far si che i prodotti che arrivano freschi ogni giorno, che hanno il certificato di  rintracciabilità, che sono comperati all’interno del mercato locale ( cercando così di evitare ancora una volta il ciclo vizioso della C02 ) siano lavorati dalle nostre cuoche  e portate sulle tavole dei nostri bimbi in modo controllato con un menù variato secondo le esigenze  anche delle intolleranze alimentari.

 

NON SOLO UNA QUESTIONE DI MURI MA ANCHE DI ANIMA

 

Arch. Alberto Molinari